Anno 2013 Ernesto Canal

Ernesto Canal (Tito per gli amici) con il suo certosino e gigantesco lavoro di quasi cinquant’anni di ricerche e studi, ha rivoluzionato le conoscenze archeologiche e geologiche della laguna di Venezia.

Grazie alle sue indagini si è potuto rivedere e riformulare la storia delle origini di Venezia, a cominciare dagli insediamenti romani del Primo secolo che, prima della sua attività, erano pressochè sconosciuti dagli storici. Si è appurato che, almeno un millennio prima della nascita di Venezia, la laguna “antica” era viva e molto diversa da quella attuale, con strade pavimentate, ville e capanne.

Canal si è visto per anni girare in barca, parlare con i pescatori, operare con costose attrezzatura da lui acquistate, sempre spinto dalla grande passione per l’archeologia.

E sembra strano che un autodidatta, come è in effetti Ernesto, sia diventato un pioniere dell’archeologia lagunare, tanto da ottenere, nel 1971, il titolo di Ispettore Onorario della Soprintendenza.

Questa la motivazione con la quale il Comitato promotore ha assegnato il premio:

Per il cinquantennale e fondamentale impegno nella ricerca archeologica a beneficio della storiografia veneta, nella sua qualità di pioniere appassionato e studioso autodidatta, ha contribuito, con tenacia e interdisciplinarietà, alla valorizzazione del patrimonio della laguna di Venezia con le scoperte di importanti siti di origine preistorica, paleoveneta e romana
La cerimonia di premiazione si è tenuta nelle nelle sale Apollinee del Teatro La Fenice domenica 12 gennaio 2014

 

DA LA NUOVA VENEZIA

La laguna e le origini l’archeologo Canal Veneziano dell’anno
Il premio della Settemari 2013 a colui che ha consentito con i suoi ritrovamenti di riscrivere la storia di Venezia

di Alberto Vitucci

VENEZIA. È riconosciuto da tutti come il padre dell’archeologìa lagunare. Lo studioso autodidatta che ha consentito di ricostruire la storia delle origini di Venezia e gli insediamenti romani che risalgono al I secolo. Una realtà che prima non era conosciuta dalle fonti ufficiali. Ernesto Tito Canal, classe 1924, è il «veneziano dell’Anno 2013 della Settemari. Un riconoscimento particolare che arriva dall’associazione, fondata nel 1977 con scopi culturali e sportivi, a una figura di spicco dell’archeologìa veneziana. Canal ha appena finito di lavorare a un libro importantissimo. «Archeologìa della laguna di Venezia» è il volume che raccoglie cinquant’anni di scoperte e ricerche condotte sul campo. Con i pescatori di Burano e Pellestrina e gli amici di Castello, Ernesto ha percorso per decenni la laguna in lungo e in largo alla ricerca delle tracce della storia antica.

“La Nuova” per Canal ha scelto l’immagine del sito web CVC in rete dal 2006
Ecco allora i ritrovamenti, in alcuni casi clamorosi, di legni e marmi sotto lo strato di fango e di alghe. Pavimenti romani, mattoni sesquipedali e argini-strada che testimoniano inequivocabilmente come la laguna fosse abitata – e percorsa dai romani con i loro carri e le navi commerciali – molto prima dell’arrivo dei Veneti. Reperti preziosi come vasi, anfore, mosaici. In tutto oltre 90 mila pezzi consegnati dall’archeologo alle Soprintendenza, di cui divenne ispettore onorario nel 1971 (Archeologica) e 1980 (Monumenti). Canal aveva cominciato per passione. Si faceva portare in laguna dal suo amico Archimede D’Iseppi, pescatore fagiarotoche conosceva canali, velme e barene come le sue tasche. Così negli anni Sessanta cominciano le prime scoperte. L’antica isola di San Marco in Boccalama, San Lorenzo di Ammiana. E poi le strade romane sul fondale della bocca di Lido, nel canale San Felice. Anche nelle isole abbandonate della laguna è nascosto un tesoro. Canal lo sa, e pian piano riesce a recuperare pezzi preziosi, oggi nei musei. A un certo punto della sua vita conosce Wladimiro Dorigo, storico e studioso di fama che ha appena cominciato a lavorare sulle origini della città e sulle testimonianze di architettura romanica. «Scoperte rese possibili solo grazie al prezioso lavoro di Canal», ricordava sempre Dorigo. Una figura schiva, che ha sempre preferito rimanere nell’ombra, al lavoro per cercare le origini e l’enima della sua amata laguna. Adesso al grande ricercatore che non ha mai ricevuto titoli accademici e premi dalla scienza ufficiale viene consegnato il premio di «Veneziano dell’anno». Un riconoscimento al lavoro esemplare che ha permesso di riscrivere la storia delle origini di Venezia.

 

 

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