Rassegna stampa

Il Gazzettino
Tamburini veneziano dell’anno: «Non lascio l’Italia»
Più volte sollecitato lo ha ribadito anche se in futuro tutto potrà succedere, ma per il momento non se ne andrà via dall’Italia. Insomma non sarà un “cervello in fuga”. Fabrizio Tamburini, l’astrofisico che ha scoperto un nuovo sistema di vorticità delle onde elettromagnetiche rimarrà nel nostro Paese. Ieri lo scienziato, benedetto dalla collega Margherita Hack, è stato premiato con il “Veneziano dell’anno” dall’associazione Settemari in un incontro al Teatro La Fenice.
Il più bell’elogio alla Settemari lo ha fatto Margherita Hack quando ha voluto conferire all’unanimità alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, il 34° premio “Veneziano dell’Anno” allo scienziato astrofisico Fabrizio Tamburini per le sue rivoluzionarie scoperte nel campo della vorticità delle onde radionagnetiche. L’astrofisica più famosa d’Italia non è potuta essere a Venezia, come avrebbe voluto, perchè sconsigliata dal suo cardiologo, ed è quindi intervenuta in video dalla sua casa triestina rispondendo alle domande di Giorgio e Maurizio Crovato (insieme furono i primi a ricevere il Premio nel 1978). Ha detto, provocando applausi e risate, pronosticando per Tamburini tanti futuri quattrini (la sua scoperta porterà ad applicazioni multiple nelle telecomunicazioni e nella medicina), che la Settemari s’è rivelata con questa scelta meno miope della classe politica. Che mettendo a disposizione per le ricerche solo briciole provoca la tanto deprecata “fuga” all’estero dei nostri migliori cervelli. Ma lo scienziato veneziano con dottorato a Padova e ancora precario, invitato a parlare a Uppsala svedese “capitale del Nobel”, ha risposto nel suo intervento che almeno per il 2013 non lascerà l’Italia. In futuro si vedrà. Difficile dire qualcosa.
La cerimonia è stata aperta da Alfredo Borsato, presidente onorario della Settemari che coordina il lavoro del comitato associativo ispirato da sempre alla valorizzazione dello “spirito veneziano” nelle sue annuali scelte, al di là della appartenenza anagrafica del premiato di turno. Saluti poi sono venuti da Giovanni Sammartini presidente Carive, partner attivo della Settemari. Il sindaco Giorgio Orsoni ha avuto parole di riconoscenza e di elogio per la Settemari, che quest’anno ha fatto emergere il valore di uno scienziato di casa nostra (“contributo insieme culturale ed etico”), passando poi a consegnare a Tamburini, il “Leon in moeca” simbolo della città. Dopo Orsoni è stata la volta di Flavio Zanonato sindaco di Padova, amico di Tamburini che ha raccontato le chiacchiere sulla fisica tra neuroni e “buchi neri” nello spazio stellare.
Ma il vero mattatore è stato proprio Tamburini che in vernacolo si è detto timidamente emozionato. E ha ricordato, parlando dei fusilli “esploratori” della luce dell’universo, scoprendoli mobili e non fissi, quindi (risate) inbriaghi, l’esperimento dello scorso giugno con la luce, compiuto con l’amico Tullio Cardona, da palazzo Ducale alla laguna. In discesa diretta – “evviva la modestia!”, ha detto – di Marconi ma pure di Galileo che proprio a Venezia dimostrò dal Campanile la rivoluzionaria efficacia “visiva” del suo famoso cannocchiale.
Piero Zanotto
Lunedì 14 Gennaio 2013,
Fabrizio Tamburini è il “veneziano dell’anno”
Sale Apollinee gremite alla Fenice, l’omaggio di Margherita Hack. Il ricercatore: «Per quest’anno non vado via»
VENEZIA. «Dimostrare che la luce avanza a “vortice” come un fluido è una grande scoperta scientifica della quale essere orgogliosi, dalle molte, importanti applicazioni pratiche, nel campo della televisione, della telefonia, della medicina. Farsi scappare uno scienziato così sarebbe da imbecilli: costringere gente tanto preparata ad andare all’estero per fare ricerca e trovare applicazione alle proprie scoperte è da paese sottosviluppato come tende sempre più ad essere l’Italia. Auguro a Fabrizio Tamburini di riempirsi di soldi con questa sua importante scoperta». Arriva via video dalla scienziata-simbolo d’Italia, Margherita Hack, il riconoscimento più affettuoso allo scienziato veneziano – per anni ricercatore precario all’Università di Padova a 1400 euro al mese, da poco imprenditore in proprio – che ieri è stato omaggiato del premio di “Veneziano dell’anno” dall’associazione Settemari, «per la geniale scoperta, come scienziato astrofisico, della vorticità delle onde elettromagnetiche-fusilli luminosi, raggiungendo nel mondo accademico fama internazionale, significativo esempio di riferimento culturale ed etico della nostra città che onora con coraggio e dedizione». «Per quest’anno non vado via, se va tutto come spero vada, resto. Poi vedremo», si schermisce Tamburini, che ha ricevuto offerte dai laboratori e le università di mezzo mondo, ma che per ora scommette ancora sull’Italia, anche se scaramanticamente non dice nulla sui contatti-contratti in via di definizione per l’applicazione pratica della sua scoperta. Gremite le Sale Apollinee del Teatro La Fenice nel corso della cerimonia, presenti il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e il sindaco di Padova Flavio Zanonato.
logogazzettino
IL PREMIO DELLA SETTEMARI AL FAMOSO ASTROFISICO
Tamburini, il veneziano dell’anno
VENEZIA – È l’astrofisico Fabrizio Tamburini il “Veneziano dell’anno” per il 2012. Lo ha deliberato all’unanimità il comitato promotore del prestigioso riconoscimento patrocinato dalla Associazione Settemari in collaborazione con la Cassa di Risparmio di Venezia nella cui sede di San Luca è stato dato ieri ufficialmente l’annuncio. Con la seguente motivazione: “Per la geniale scoperta, come scienziato astrofisico, della vorticità delle onde radioelettromagnetiche – fusilli luminosi – raggiungendo nel mondo accademico fama internazionale, significativo esempio di rifiorimento culturale ed etico della nostra città che egli onora con coraggio e dedizione”. Come tradizione la cerimonia di consegna del premio si svolgerà nelle sale Apollinee del Teatro La Fenice alle 10.30 di domenica 13 gennaio. La prolusione per il conferimento sarà tenuta dalla scienziata Margherita Hack, con interventi del sindaco Giorgio Orsoni e di Maria Luisa Banci “Veneziana dell’anno 2011” per la sua attività con l’Avapo. Dal 1978, quando per primi avevano ottenuto lo stesso riconoscimento Giorgio e Maurizio Crovato, il premio giunge quindi alla trentaquattresima edizione. E assume un particolarissimo significato di prestigio. Veneziano di Rialto dove è nato nel settembre 1963, famiglia di antica tradizione orafa, Fabrizio Tamburini è docente precario all’Università di Padova, dottorato in fisica quantistica in Gran Bretagna, allievo del professor Tennis Sciama, il maggiore astrofisico inglese. E’ entrato di recente nel gotha della scienza mondiale, invitato come relatore al prestigioso “Celsius” di Uppsala, in Svezia, dove vengono esposte le ricerche scientifiche di frontiera i cui protagonisti entrano nella ristretta lista dei candidati al Nobel. Lo studioso ha ripreso le ricerche del fisico Majorana sulla proprietà dei fotoni: i “fusilli luminosi” che scherzosamente chiama in dialetto “fotoni imbriaghi”, con notevoli benefici oltre che per i sistemi di connessione wi-fi e l’aumento anche di mille volte delle potenzialità di emissione dati, pure in campo medico.
Piero Zanotto
11 gennaio 2013
Tamburini pronto a volare negli Usa
Un futuro all’estero per l’astrofisico inventore dei “fusilli luminosi”. Lo scienziato ha contratto da precario al Bo di Padova
A festeggiarlo, domenica mattina nelle Sale Apollinee del Teatro la Fenice, ci sarà anche Margherita Hack, l’astrofisica triestina che lo considera «uno dei nuovi geni della ricerca italiana». All’estero gli offrono ponti d’oro, contratti e ricerche e lo definiscono “il nuovo Marconi”. In Italia ha ancora un contratto da precario (1380 euro al mese) all’Università di Padova. Fabrizio Tamburini, 49 anni, scienziato e astrofisico nato a due passi dal ponte di Rialto, è il “Veneziano dell’anno 2012”. Sarà premiato domenica mattina alla Fenice dall’Associazione Settemari. Un riconoscimento che arriva dalla prestigiosa associazione culturale e sportiva a un “veneziano doc”. Autore di una scoperta destinata a fare epoca: “Fusilli luminosi”, cioè le onde radio concentriche.
Nella comunità internazionale Tamburini è conosciuto e stimato. Allievo del professor Dennis Sciama, il maggior astrofisico inglese, contattato da aziende cinesi e americane. Fino ad oggi ha sempre resistito («Non voglio andar via, preferirei lavorare nella mia terra»). Ma adesso la misura è colma. Un progetto di ricerca gli è stato affidato da un’azienda privata per mettere a punto le sue scoperte. «Non dico niente per scaramanzia, ci sto lavorando. Se va bene vi faccio sapere». Ma la decisione, dice chi gli sta vicino, è già presa. Tamburini se ne andrà in America, dove ha già avuto molti contatti con Università e Istituti di ricerca. «Qui non ho ricevuto segnali di alcun tipo», conferma.
Potrebbe dunque andarsene molto presto dall’Italia uno dei ricercatori emergenti. Eccellenza veneziana, figlio di un orafo di Rialto, Tamburini ha ripreso le ricerche di Ettore Maiorana sulle proprietà dei fotoni. Una scoperta che potrebbe portare grandi benefici nel campo delle telecomunicazioni e del wi-fi, aumentando anche di mille volte la potenzialità di emissione di dati. I “fusilli luminosi” porteranno notevoli vantaggi anche in campo medico, ma anche a scoprire oggetti presenti nella galassia. Il primo esperimento pubblico era stato effettuato nel febbraio scorso a San Marco. Onde radio lanciate dalla torretta di San Giorgio verso il palazzo Ducale. Con i vortici che dimostrano come in realtà dietro alle onde e a ogni frequenza ce ne siano altre. Tamburini ha ottenuto anche un fondo di ricerca di 120 mila euro dalla commissione oper il premio Nobel, a cui aveva illustrato a Stoccolma la sua ultima scoperta. Ma adesso Tamburini è vicino all’addio definitivo. Non c’è spazio in Italia per i ricercatori di eccellenza.
Domenica intanto sarà alla Fenice a ricevere il premio “Veneziano dell’anno” dal presidente onorario della Settemari Alfredo Busato, alla presenza del sindaco Giorgio Orsoni e della Veneziana dell’anno 2011, la presidente dell’Avapo Maria Luisa Banci Zacchello.
Il premio veneziano dell’anno è giunto alla sua trentaquattresima edizione. È stato inventato nel 1978 dalla Settemari, in collaborazione con la Cassa di Risparmio. Le ultime edizioni sono state assegnate a Paolo Baratta, presidente della Biennale; Alberto Sonino, amministratore unico di Veneto di Venezia e della Certosa; Luigi Brugnaro, presidente della società sportiva Reyer; Marino Zorzi e Frances Clarke.
Alberto Vitucci
11 gennaio 2013
Fabrizio Tamburini “veneziano dell’anno”
Lo scienziato precario ha scoperto le onde radio «a fusilli». La premiazione il 13 gennaio alla Fenice
Ha scoperto i «fusilli luminosi», cioè la vorticità delle onde radio che si propagano non solo in modo lineare ma appunto con movimenti concentrici. Idea geniale che potrebbe rivoluzionare il mondo delle telecomunicazioni, offrendo nuove frequenze a costo zero. Ma è ancora oggi un precario a contratto all’Università di Padova. Stipendio mensile, 1380 euro. Fabrizio Tamburini, astrofisico di Cannaregio, è il «veneziano dell’anno 2012». Sarà premiato dall’Associazione Settemari, che offre il premio dal 1977, il 13 gennaio alle Sale Apollinee della Fenice. 49 anni, una passione per i motori e le stelle, Tamburini è il tipico caso di genio «incompreso». All’estero gli offrono ponti d’oro, ma lui ha deciso di restare a vivere a Venezia. «In Cina non ci vado, voglio sviluppare le conoscenze qui nella mia terra», dice. L’ultimo grande successo lo ha ottenuto a Stoccolma, davanti alla commissione per il premio Nobel. Gli ha illustrato la sua ultima scoperta, e gli studiosi svedesi gli hanno concesso subito 120 mila euro per nuovi esperimenti. A Padova Tamburini coordina un gruppo di ricerca di 5 persone. Ma non ha ancora un contratto stabile. L’altra sera la commissione della Settemari ha ufficializzato la designazione del «veneziano dell’anno 2012». Accanto al giovane presidente Massimo Rigo il decano – e presidente onorario – Alfredo Borsato, i soci fondatori Giovanni Caniato, Pierluigi Borella, Albino Busato, Giorgio e Maurizio Crovato. «Sono molto felice di questo riconoscimento», ha detto Tamburini. Soddisfatti anche i soci del sodalizio, nato nel 1977 per mantenere vive le tradizioni veneziane. «Mai vista un’atmosfera così cordiale», commenta Borsato, «una persona di grandi capacità e di grande modestia».
Tamburini era diventato famoso nel febbraio scorso, quando grazie anche all’aiuto del Comune, della Soprintendenza e di Venezia Marketing Eventi, era riuscito a dimostrare in pubblico la sua teoria. Onde radio lanciate dalla torretta di San Giorgio e arrivata alla loggia di palazzo Ducale. Con i «vortici» che dimostrano come in realtà dietro ogni frequenza ce ne siano altre. Un mondo che si apre, anche dal punto di vista economico. Tanto che all’estero già hanno sprannominato Tamburini «il nuovo Marconi». Lui non ne vuol sentire parlare, e ricorda degli anni passati a osservare il cielo e a studiare la teoria dei buchi neri, da dove ha scoperto, appunto, le onde radio «a fusilli». Ma il 13 gennaio, a incoronare lo scienziato «precario» ci sarà anche la principessa Maria Elettra Marconi, figlia di Guglielmo Marconi.
Alberto Vitucci
17 novembre 2012

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