Anno 2009 Alberto Sonino

 

«Per il costante impegno nella tradizione marinara veneziana come velista d’eccellenza internazionale e per aver promosso con tenace passione e giovanile entusiasmo la nascita e il graduale consolidarsi in laguna di attività imprenditoriali legate alle più genuine consuetudini artigiane, contribuendo a trasformare l’isola della Certosa in una oasi ospitale immersa nel verde, finalmente aperta alla città»

LA NUOVA VENEZIA

Certosa recuperata, premiato Sonino
Un’isola ritrovata dopo decenni di abbandono. E un’azienda che funziona, che ha piantato in laguna un centro nautico di eccellenza dimostrando che la rinascita è possibile. Per questo l’associazione Settemari ha deciso di consegnare il premio del «Veneziano dell’anno», giunto alla sua 32 esima edizione e sponsorizzato dalla Carive, ad Alberto Sonino, 33 anni, campione di vela e imprenditore. Pubblico delle grandi occasioni ieri mattina alla Fenice, dove nelle Sale Apollinee il sindaco Cacciari e i presidenti della Settemari Alfredo Borsato e Pierluigi Borella hanno consegnato il prestigioso riconoscimento. «Un sogno che si è realizzato grazie al lavoro di tanti», ha ringraziato commosso Sonino. «Un premio doppiamente giusto», ha detto il sindaco Massimo Cacciari, «perché oltre all’imprenditore premiamo una persona che spende se stesso anche nella solidarietà e nell’aiutare chi ha bisogno». Riferimento all’adesione di Sonino a Emergency, l’associazione di Gino Strada che da un anno ha aperto sede a Venezia. «Un esempio da seguire», ha sottolineato il sindaco, «di energìe pubbliche e private che collaborano nel fare sistema». Sala gremita, in prima fila il presidente di Unindustria Luigi Brugnaro, Veneziano dell’anno 2009 e presidente della Reyer basket. Ma anche il candidato sindaco del centrosinistra Giorgio Orsoni, gli assessori Zanella, Miraglia e Rumiz. Cerimonia che si rinnova sempre uguale dal 1979, quando un gruppo di soci fondatori della Settemari decise che era tempo di dare un riconoscimento ai veneziani distintisi per particolari attività in favore della città. «Per il suo costante impegno nella tradizione marinara come velista di eccellenza internazionale», recita la pergamena con la motivazione del premio, «e per aver promossola nascita e il consolidarsi in laguna di attività legate alle più genuine consuetudini artigiane, contribuendo a trasformare l’isola della Certosa in un’oasi immersa nel verde e finalmente aperta alla città». La seconda parte del grande progetto di recupero dell’isola (15 ettari, la più estesa delle isole «minori» della laguna) riguarda il parco pubblico. Un’opera che come ha riconosciuto lo stesso Sonino è merito anche delle battaglie dei comitati Certosa, e della esemplare collaborazione tra lo stato e gli enti locali, realizzata grazie ai finanziamenti Ue e al lavoro del Comune. Un esempio. Perché come ha ricordato Franco Mancuso, docente all’Iuav, le isole hanno sempre rappresentato una parte importante della città d’acqua. «Negli ultimi decenni hanno resistito all’esodo e al turismo di massa. visto che gli abitanti erano 38 mila contro i 175 mila del centro storico trent’anni fa, oggi sono 30 mila contro 60 mila». Un formidabile sistema di conventi, ospedali, opere difensive smantellate e poi abbandonate. Per la maggior parte di esse (San Clemente, Sacca Sessola, Poveglia), il futuro è quello del turismo. San Servolo è l’esempio del recupero culturale, i Lazzaretti sono centri di archeologia e di ricerca. E alla Certosa, per merito di Sonino e del suo «Vento di Venezia», la produzione è tornata ai fasti di un tempo.
18 gennaio 2010
Alberto Vitucci

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