Veneziano dell’anno 2016

Il Comitato Promotore del Premio Veneziano dell’Anno ha deciso all’unanimità di assegnare il 38 ° “Premio Veneziano dell’anno per il 2016” al grande compositore veneziano Pino Donaggio.

Pino Donaggio. Un nome scolpito nella musica internazionale per le sue canzoni leggendarie. La più celebre («Io che non vivo senza te»), composta nel 1965, diventerà uno dei cinque successi italiani più cantati di sempre. La sua versione in inglese, «Don’t have to say love me», cantata da Elvis Presley, diventerà a sua volta un classico internazionale. Famoso nel mondo, ma tanto affezionato alla sua Venezia dove ha continuato a vivere nonostante i numerosi impegni internazionali, a testimonianza della sua venezianità.

 

Nato a Burano il 24 novembre del 1941, Donaggio al pari del suo grande compaesano del Settecento, Baldassarre Galuppi, ha sempre rifiutato proposte di trasferirsi altrove. Negli Stati Uniti dove il successo lo attendeva e dove è diventato buon amico del regista Brian De Palma. Ma anche a Milano, nel resto d’Italia. Per restare nella sua amata laguna dove ancora oggi abita, in una casa di Cannaregio.
Le quattro stagioni musicali di Donaggio ne hanno fatto uno dei musicisti più completi e affermati della musica italiana nel mondo. Violinista nell’orchestra di Scimone, poi autore di melodie indimenticabili come Sinfonia e rock’n roll. Infine compositore di musiche da film per «A Venezia un dicembre rosso shocking» di Nicolas Roegg. Ma anche autore della musica per la fortunata serie televisiva di don Matteo.

Due anni fa ha ricevuto il premio alla carriera al 65esimo Festival di Sanremo. «Musicista conosciuto in tutto il mondo, affermato compositore di colonne sonore», recita la motivazione, «autore di canzoni italiane tra le più diffuse di tutti i tempi, artista brillante, illuminato da Venezia e dalla sua laguna che non ha mai voluto abbandonare».

Il riconoscimento è stato consegnato domenica 15 gennaio nelle sale Apollinee dal sindaco Luigi Brugnaro e dal comitato della Settemari. Alla presenza del maestro Claudio Scimone, fondatore dei Solisti Veneti e autore con lui del brano musicale “Pray for Paris” dedicato a Valeria Solesin, la ricercatrice veneziana morta nell’attentato del Bataclan.

 

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