41° PREMIO VENEZIANO DELL’ANNO


Il Comitato Promotore ha riconosciuto, per l’edizione del 2019, il premio di Veneziano dell’Anno “alla nuova generazione del terzo millennio“con la seguente motivazione:

Per l’immediata e spontanea mobilitazione in soccorso alla città devastata e ferita l’Associazione Settemari conferisce il riconoscimento di Veneziano dell’Anno 2019

alla nuova generazione del terzo millennio

che ha saputo diffondere, con alto senso civico e contagioso entusiasmo, stimoli e speranze per il futuro della nostra Comunità

La cerimonia di conferimento del premio si è tenuta oggi, domenica 12 gennaio 2020, alle ore 10.30, nelle Sale Apollinee del Gran Teatro La Fenice: è’ stata consegnata la pergamena miniata, con la motivazione trascritta, che verrà conservata ed esposta presso la Fondazione Querini Stampalia. A rappresentare la “generazione del terzo millennio” sul palco d’onore sono saliti 17 giovani (due erano influenzati), veneziani di nascita e veneziani per scelta, hanno ricevuto una copia ciascuno della pergamena stessa : 

Andrea, Elena, Giulio, Arianna, Aldo, Alice C., Erik, Caterina, Alberto, Maria, Pietro S., Carlotta, Pietro P., Alice A., Nicolò, Margherita, Matteo, Vera, Sebastiano.

sono una parte dei tanti giovani che dal 12 novembre scorso, si sono immediatamente mobilitati per aiutare a lenire le ferite causate dell’alta marea eccezionale, contribuendo a salvare monumenti, reperti storici, libri antichi e a prendersi cura dei residenti che, nei giorni successivi, si sono trovati in difficoltà.

La cerimonia è stata aperta dal saluto del coordinatore del Comitato Promotore del Premio Veneziano dell’Anno, Pierluigi Borella e del Sovrintendente del Teatro Fenice Fortunato Ortombina. E’ poi proseguita con gli interventi del Sindaco Luigi Brugnaro, della Presidente dei Comitati Privati Internazionali per la Salvaguardia di Venezia Paola Marini,  della vicepresidente dell’Associazione Settemari, del presidente della Regione Veneto Luca Zaia (che ha inviato un messaggio di ringraziamento) e della Veneziana dell’Anno 2018 Adriana Albini.

In chiusura Alice e Aldo hanno dato voce ai rappresentanti dei premiati per l’anno 2019.

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TG3 ore 14,20 (dai minuti 13,30)

TG3 ORE 19,00 (dai minuti 30)

TG3 REGIONE ORE 19,30 (dai minuti 8)

 

LA PERGAMENA

 

ALCUNE IMMAGINI DELLA CERIMONIA

LA CONSEGNA DEL PREMIO

IL COORDINATORE DEL COMITATO PROMOTORE DEL PREMIO PIERLUIGI BORELLA, IL SINDACO LUIGI BRUGNARO ED I PREMIATI:       Andrea, Elena, Giulio, Arianna, Aldo, Alice C., Erik, Caterina, Alberto, Maria, Pietro S., Carlotta, Pietro P., Alice A., Nicolò, Margherita, Matteo, Vera, Sebastiano.


DA SINISTRA: Alberto Sonino (Ven. Anno 2009), Fabrizio Tamburini (Ven. Anno 2012), Adriana Albini (Ven. Anno 2018), Giovanni Caniato (Comitato Ven. Anno), Pierluigi Borella (Coordinatore Comitato Ven. Anno), accosciato Aldo Sambo (Ven Anno 2019)

A Cerimonia finita ……

RASSEGNA STAMPA

 

ALCUNE IMMAGINI DEI PREMIATI ALL’OPERA DOPO L’EVENTO CALAMITOSO

 


VVV

 

 

MARIO RIGO

Il 22 novembre 2019 ci ha lasciato il “Veneziano dell’Anno 1980” Mario Rigo, Senatore della Repubblica e Sindaco di Venezia. Il Comitato Promotore del Premio “Veneziano dell’Anno” lo ricorda per il suo Amore per Venezia, per il suo spessore politico e per la sua grande intelligenza che lo hanno portato ad essere sempre presente ad incentivare i cittadini veneziani ad essere partecipi e protagonisti del destino della loro città.

Uno degli ideatori e fondatori dell’Associazione Settemari, Franco Bortoluzzi, così descrive un noto episodio simbolo di geniale gestione partecipata della città.

“Per aver contribuito alla rinascita del Carnevale di Venezia, seguendo proposte e schemi consoni allo stile e alle tradizioni della città, intendendo con la designazione del suo primo cittadino estendere tale titolo all’intera cittadinanza, l’Associazione Settemari conferisce a Mario Rigo il riconoscimento di Veneziano dell’Anno 1980”

Veneziano dell’Anno 2018

Il Comitato promotore del premio “Veneziano dell’Anno” – che celebra quest’anno il Quarantennale della manifestazione – ha individuato all’unanimità quale vincitore per l’anno corrente Adriana Albini, “Per la straordinaria carriera scientifica nell’àmbito della ricerca oncologica e della prevenzione, culminata quest’anno con la nomina – per la prima volta assegnata ad un italiano – nel direttivo dell’American Association for Cancer Research. Cittadina del mondo, cresciuta a Sant’Elena, che mantiene con orgoglio i legami affettivi con i luoghi della sua adolescenza”.

La cerimonia di conferimento del premio si terrà domenica 20 gennaio 2019, alle ore 10.30, nelle Sale Apollinee del Gran Teatro La Fenice.

 


Il profilo Professionale di Adriana Albini:

Adriana Albini, nata a Venezia, lavora a Milano ed è residente a Sesto S. Giovanni (MI).  Ha studiato a Genova, in Germania e negli Stati Uniti.

E’ Professore di Prima Fascia (Cattedra) di Patologia Generale per il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università Milano, Bicocca a Monza, è Direttore Scientifico di Fondazione MultiMedica Onlus e Responsabile del Laboratorio di Biologia Vascolare e Angiogenesi dell’IRCCS  MultiMedica di Milano

Da aprile 2012 a agosto 2015 è stata Direttore di Struttura Complessa “Laboratorio di Ricerca Traslazionale” dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia –IRCCS Tecnologie Avanzate e Modelli Assistenziali in Oncologia e Direttore del Dipartimento Ricerca -Statistica (I-RS) dell’Arcispedale Santa Maria Nuova-IRCCS di Reggio Emilia.

E’ stata  dal 2006 al 2012 Responsabile della Ricerca Oncologica  al Polo Scientifico e Tecnologico dell’IRCCS MultiMedica.

E’ stata da giugno 2004 fino all’ottobre 2006 Vice Direttore per la Ricercadell’IST (Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro) e Responsabile del Dipartimentodi Oncologia Traslazionale. Ha diretto dal 1999 il Laboratorio di Oncologia Molecolare dell’IST.

Nel 2018 è stata eletta nel Board of Directors di AACR (American Association for Cancer Research) per il triennio 2018-2021 e dal 2017 è membro dell’Advisory Board di IBSA Foundationfor Scientific Research, membro del Comitato Scientifico di ESO (European School of Oncology) e membro del Comitato Scientifico del Fondo Edo Tempia per la lotta contro i Tumori. E’ stata Presidentedella Società Italiana di Cancerologia (SIC), Presidente della Società Internazionale per lo Studio della Metastasi, consigliere strategicodell’Associazione Europea Per la Ricerca sul Cancro (EACR) e rappresentante europea nel consiglio direttivo dell’associazione americana “Donne nella Ricerca sul Cancro-WICR”. E’ membro dell’OIV (Organismo Indipendente di Valutazione) della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. Inoltre è stata Presidente del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Salute Donna (ONDA) ed è membro del CTS ONDA ed è membro del CTS.

Nel 2012 ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale  a Cattedra/Ia fascia, per i settori concorsuali di Istologia e di Patologia Generale e Clinica del Ministero  dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca-MIUR

Ha vinto dodici premi scientificidi cui tre all’estero, uno in Germania e uno negli Stati Uniti, paesi nei quali ha lavorato come “scientist” per 7 anni, il premio Firenze Donna per il settore ricerca scientifica nel 2000, il premio FOCUS 2002, il premio Amelia Earhart nel 2004, il premio Berlucchi nel 2007, il Premio Ippocrate Sezione “Il Ricercatore” nel 2010 ,  nel 2013 il Premio ITWIIN (Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici) per la Migliore Donna Inventrice e Innovatrice nella categoria  Alta Formazione, nel 2014 il Premio “Donne che ce l’hanno fatta” assegnato dall’assessore alle Pari Opportunità di Brescia,  nel 2015 il Premio EUWIIN (Network Europeo Donne Inventrici ed Innovatrici), nel 2016 il premio “Luigi Castagnetta” per la Ricerca Oncologica e nel 2017 il riconoscimento “La Torretta Premio Città di Sesto San Giovanni”

Si occupa di biologia molecolare e di angiogenesi, ovvero di come “soffocare i tumori”. Ha sviluppato nuove terapie biologiche e geniche. Studia inoltre gli aspetti molecolari di componenti della dieta per l’attuazione di un programma di prevenzione delle malattie cronico-degenerative. I suoi interessi si sono focalizzati anche su meccanismi di immunologia e microambiente, con particolare riferimento ai sistemi di difesa più primitivi (immunità innata). In particolare, i suoi studi hanno investigato il ruolo di cellule dell’immunità innata nell’angiogenesi tumorale, tra cui neutrofili e recentemente cellule natural killer.

Si occupa anche di cardio-oncologia, ovvero della tossicità cardiovascolare di farmaci antineoplastici.

Ha messo a punto in passato un modello di “Metastasi in provetta”, utilizzato in tutto il mondo e oggetto di una pubblicazione che conta quasi 2000 citazioni su riviste scientifiche

E’ titolare di 14 brevetti per nuovi approcci terapeutici.

Ha pubblicato oltre 350 articoli di ricercasperimentale sulle più qualificate riviste scientifiche americane ed europee con impact factor.

La Dott.ssa Albini è tra le prime scienziate italiane più citate nel mondo – per tutte le discipline – con h index= 84 (Scholar) e 73 (Scopus)

E’ l’ideatrice del club delle “Top Italian Women Scientists 2016” che riunisce le eccellenze femminili impegnate nella ricerca biomedica in cima alla classifica dei Top Italian Scientists (TIS), un censimento degli scienziati italiani di maggior impatto in tutto il mondo, misurato con il valore di H-index.

La dott.ssa Albini è revisore scientifico per ERC (European Reasearch Council Executive Agency), Evaluation Committee for the ICREA (Catalan Institution for Research and Advanced Studies) Senior call e dei Premi scientifici di AACR (American Association for Cancer Research). E’ stata revisore scientifico di AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro),

 

Si occupa di comunicazione scientifica ed è iscrittaall’Albo dei Giornalisti dal dicembre 2004 (elenco pubblicisti): da novembre 2002 febbraio 2005 ha collaborato regolarmente con “Il Secolo XIX”, da novembre 2003 a giugno 2004 ha curato l’editoriale scientifico domenicale di “Repubblica” di Genova e da maggio 2003 ad ora collabora con La Repubblica. Dal novembre 2013 al 2018 è stata membro del Consiglio Direttivo dell’UGIS (Unione Giornalisti Italiani Scientifici).

La Dott.ssa Albini ha pubblicato racconti poesie e romanzi, tra cui: “Un clone in valigia. L’avventura americana di una ricercatrice” (Fratelli Frilli Editori), “Come vento sul grano. Una storia d’amore e OGM” (Fratelli Frilli Editori), “La danza delle cellule immortali” (Fratelli Frilli Editori), “Il destino dell’11 settembre” ( LiberoDiScrivere) e “Codice genetico. Il segreto è scritto nel DNA” (Mondadori)


 

Ha partecipato a programmi televisivi, tra cui Elisir, UnoMattina, Tutta Salute e Geo sulle reti Rai.

La Dott.ssa Albini pratica scherma a livello agonistico: circuito nazionale master scherma femminile. Risultati con medaglie d’argento, di bronzo e oro nelle gare nazionali, bronzo Mondiale (2018) e argento ai Campionati Europei del 2015.  Convocata per 8 volte ai Mondiali Master come “Azzurra” Master.

 

Veneziano dell’anno 2017

Il Comitato Promotore del Premio Veneziano dell’Anno ha deciso all’unanimità di assegnare il 39 ° “Premio Veneziano dell’anno per il 2017” alla professoressa Doretta Davanzo Poli studiosa dei mestieri della moda

con la seguente motivazione:

“Per aver dedicato l’intera sua vita allo studio dei mestieri della moda a Venezia, dal Medioevo ai giorni nostri, curando mostre nei più importanti musei del mondo, diffondendo la conoscenza e l’amore per l’abbigliamento, i merletti, i ricami pregiati e i tessuti antichi che ebbero e ancora hanno nella nostra città uno dei centri di produzione più prestigiosi, valorizzandoli grazie anche a centinaia di conferenze, ricognizioni scientifiche e volumi monografici di spessore universalmente riconosciuto”.

Veneziano dell’anno 2016

Il Comitato Promotore del Premio Veneziano dell’Anno ha deciso all’unanimità di assegnare il 38 ° “Premio Veneziano dell’anno per il 2016” al grande compositore veneziano Pino Donaggio.

Pino Donaggio. Un nome scolpito nella musica internazionale per le sue canzoni leggendarie. La più celebre («Io che non vivo senza te»), composta nel 1965, diventerà uno dei cinque successi italiani più cantati di sempre. La sua versione in inglese, «Don’t have to say love me», cantata da Elvis Presley, diventerà a sua volta un classico internazionale. Famoso nel mondo, ma tanto affezionato alla sua Venezia dove ha continuato a vivere nonostante i numerosi impegni internazionali, a testimonianza della sua venezianità.

 

Nato a Burano il 24 novembre del 1941, Donaggio al pari del suo grande compaesano del Settecento, Baldassarre Galuppi, ha sempre rifiutato proposte di trasferirsi altrove. Negli Stati Uniti dove il successo lo attendeva e dove è diventato buon amico del regista Brian De Palma. Ma anche a Milano, nel resto d’Italia. Per restare nella sua amata laguna dove ancora oggi abita, in una casa di Cannaregio.
Le quattro stagioni musicali di Donaggio ne hanno fatto uno dei musicisti più completi e affermati della musica italiana nel mondo. Violinista nell’orchestra di Scimone, poi autore di melodie indimenticabili come Sinfonia e rock’n roll. Infine compositore di musiche da film per «A Venezia un dicembre rosso shocking» di Nicolas Roegg. Ma anche autore della musica per la fortunata serie televisiva di don Matteo.

Due anni fa ha ricevuto il premio alla carriera al 65esimo Festival di Sanremo. «Musicista conosciuto in tutto il mondo, affermato compositore di colonne sonore», recita la motivazione, «autore di canzoni italiane tra le più diffuse di tutti i tempi, artista brillante, illuminato da Venezia e dalla sua laguna che non ha mai voluto abbandonare».

Il riconoscimento è stato consegnato domenica 15 gennaio nelle sale Apollinee dal sindaco Luigi Brugnaro e dal comitato della Settemari. Alla presenza del maestro Claudio Scimone, fondatore dei Solisti Veneti e autore con lui del brano musicale “Pray for Paris” dedicato a Valeria Solesin, la ricercatrice veneziana morta nell’attentato del Bataclan.